UN DESTINO MAGICO, MA ANCORA INVISIBILE…

Destino

Avviato alle arti magiche con una passione che qualcuno dei suoi stessi familiari non ha esitato a definire "maniacale", Valery, al secolo Valerio Mainardi, ha saputo scoprire la sua vocazione per la magia alla tenera età di sette anni.

Originario di Como - figlio di un colto e carismatico preside di liceo e di una dinamicissima madre innamorata dello yoga e della danza moderna - il piccolo Valerio, in quegli anni, sognava un giorno di poter diventare un mago abile e famoso come il suo grande idolo d'infanzia: l'ineguagliabile Silvan.

Marionetta

Fu proprio nella scatola dei trucchi di Silvan che gli fu regalata dal padre, che Valery scoprì l'essenziale per poter ambire, da grande, ad ottenere riconoscimenti e fama.

Da allora, il giovane allievo, non si separò più dagli amatissimi giochi di prestigio. "Fu amore a prima vista, capii che stupire gli altri era la cosa cui tenevo di più", è solito ricordare oggi, che è chiamato ad esibirsi nei congressi internazionali di magia e negli show più prestigiosi.

Iniziò così la parabola in ascesa del mago Valery che non accenna ancora a inclinarsi.



E LA PENNA PER INCANTO SCOMPARE…

Penna

"Valery, cos'è per lei la magia?" gli ha chiesto, qualche tempo fa, un giornalista svizzero rimasto senza parole ad un suo show, alla fiera internazionale MUBA di Basilea.

La sua risposta è stata semplice quanto concreta:
"L'abilità del mago non ha bisogno di essere tecnicamente accompagnata da effetti speciali o da luci soffuse".

Inutile dirlo: in una frazione di secondo, la penna nel taschino della giacca del giornalista, abilmente sfilata, si era volatilizzata.



IL "RE" DELLE MONETE

Il repertorio di Valery è dei più ampi e variegati. Fazzoletti che scompaiono nel nulla, palline che si duplicano o triplicano nelle mani chiuse dello spettatore, banconote che lievitano, reggiseni indossati da splendide miss che improvvisamente non ci sono più, carte scelte secondo improbabili (ma veritiere) previsioni, e chi più ne ha più ne metta.

Ma la sua vera specialità, quella nella quale anche i più quotati maghi sul pianeta gli riconoscono un'abilità con pochissimi precedenti nel mondo del "close up", sono le monete. Se non avete mai visto Valery in azione è difficile potervi spiegare quanto sia straordinario e incredibile. Ma proviamoci lo stesso. Ogni numero con le monete inizia con la loro millimetrica roteazione sul dorso delle mani. "Un semplice virtuosismo" ama dire. La moneta si infila tra le dita, dal mignolo all'indice, per poi tornare, fluttuando magicamente, al punto di partenza. Prima il giro della moneta si compie sulla mano destra, poi anche sulla sinistra. Quindi su entrambe, in modo incrociato. È un rituale fisso, che Valery utilizza per calamitare l'attenzione del pubblico sulle proprie mani e per fare salire la suspence.

Monete

È la parte iniziale del suo spettacolo, che come in un crescendo rossiniano, aumenta via via di intensità. Le monete cominciano poi a insinuarsi da una mano all'altra in modo invisibile, a scomparire e a riapparire dal nulla. Da decine di angolazioni diverse. E mai in modo uguale. Lo spettatore ha così l'impressione di assistere ad una vera e propria smaterializzazione di fibre metalliche, che puntualmente tornano…a rimaterializzarsi. Fantastico. E il pubblico resta regolarmente allibito. Ma anche i maghi più esperti!

Ed è proprio questa abilità più unica che rara che fa di Valery il "re" delle monete. Un ruolo che il prestigiatore ha saputo espletare con un'efficacia straordinaria ai campionati del mondo di Dresda nel 1997 in "The Golden number". In quell'occasione, i denari nelle mani del mago, si trasformarono addirittura in monete d'oro. Similmente a quanto, nei secoli ormai lontani, seppe fare il leggendario Re Mida con il suo mitico tocco.

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